La composizione cromatica

da | 17 Ago, 2017 | Il linguaggio dei colori

Accordi che creano identità e carattere: creare la composizione cromatica significa accostare due o più colori in modo che il loro accordo di insieme abbia un’espressione caratteristica.

Nulla è lasciato al caso. Assumono un’importanza strategia e sono importantissime le seguenti scelte:

È importante sapere che ogni colore crea un determinato accordo cromatico vicino ad un altro determinato colore. Bisogna imparare a scegliere, con il giusto grado di consapevolezza, i colori e sapere a quali altri colori accostarli.

Oltre a quale colore è necessario sapere quale posizione, in quale punto del lavoro, bisogna posizionare un colore per dare una certa attrattività al lavoro piuttosto che un’altra. Ad esempio se vogliamo un richiamo più sfarzoso e colorato o uno più tenue e delicato.

Un colore non è mai solo, ma va sempre esaminato nel suo contesto.

Più 2 colori sono lontani fra di loro sul disco cromatico, più è intensa la loro forza di contrasto. Tuttavia il valore e l’importanza di un colore non sono esclusivamente determinati da quelli adiacenti. La qualità e la misura delle zone di colore svolgono un ruolo altrettanto decisivo. Altri elementi essenziali in una composizione cromatica sono la posizione e l’andamento direzionale dei colori. Lo spostamento di ogni colore dà effetti diversi. Ad esempio il blu risulta pesante, in alto leggero mentre il rosso scuro risulta pesante e incombente in alto, e ha un tranquillo rilievo in basso. In alto il giallo è leggero e aereo, in basso ribolle come se fosse in schiavitù.

Resurrezione di Grunewald. Altare di Isenheim

Resurrezione di Grunewald. Altare di Isenheim

Raggiungere l’equilibrio nella distribuzione dei colori è uno degli scopi principali quando si crea un layout grafico.

Le forme simultanee

Come nella bilancia è necessario un fulcro per tenere equilibrati i piatti, così è indispensabile creare un asse perpendicolare attorno a cui a destra e a sinistra possano bilanciarsi i pesi delle macchie di colore.

Esistono più modi per dare ad dipinto e anche ad un lavoro grafico un andamento accentuatamente orizzontale, verticale, diagonale, circolare o composito. Ogni andamento ha i suoi particolari caratteri. Quello orizzontale comporta peso, vastità e larghezza. Quello verticale, opposto, esprime assenza di peso, altezza e profondità. Quando l’orizzontale e il verticale si intersecano, si ha una forte tensione. Congiunti creano un effetto bidimensionale e suggeriscono contemporaneamente un senso di equilibrio, di solidità e di concretezza.

Le diagonali suscitano movimento e conducono verso la profondità dello spazio pittorico. Nel quadro Resurrezione di Grunewald, il movimento diagonale del sudario trascina il nostro sguardo dal primo piano orizzontale, in alto, verso il perfetto cerchio dell’aureola.

L’occhio tende per sua natura a connettere ed associare gli elementi simili. La somiglianza può essere di colore, di dimensione, di tono, di materia o di accento.

Quando osserviamo si verifica un processo di correlazione che possiamo definire della “forma simultanea” che nasce dall’associazione di elementi simili solo nella loro apparenza e non nella realtà.

Forme simultanee possono crearsi fra tipi simili di macchie di diverso colore. D’altra parte l’occhio tende a connettere fra di loro colori analoghi, in modo che ricorrendo più colori si formano più immagini simultanee. Il fatto che le somiglianze formali creino figure simultanee, denota l’esistenza di un principio d’ordine e di organizzazione.

Come la società umana si fonda su affinità di sangue, di idee e di funzioni sociali, così le “parentele” cromatiche in una composizione grafica ne facilitano l’ordine e la comprensione.

Un lavoro grafico può essere ordinato anche disponendo i toni chiari e scuri, freddi e caldi, in forme di colore ben determinate. Una ordinata ed evidente distribuzione e articolazione dei principali contrasti è il presupposto di ogni buona composizione. È particolarmente importante per l’ordine del lavoro sono le affinità direzionali o le parallele mediante cui si possono coordinare complessi di forme anche diversissime fra di loro. Usando i colori a larghe zone o a macchie, si può dar loro risalto tramite la cosiddetta “repulsione”. Mettendo due zone, una di rosso e una di verde, il rosso è spinto verso il verde e il verde verso il rosso. Bisogna fare attenzione che questa forza non distrugga l’intera composizione cromatica.

È necessario saper stabilire se una forma cromatica deve agire in un modo statico o in modo dinamico e in piena libertà. Questo fissare una forma o un colore equivale al modo di disporli o ripartirli nel campo a disposizione.

La staticità può ottenersi anche accentuando all’interno della forma libera una linea verticale o una linea orizzontale. Tali linee tendono per parallelismo ad associarsi ai bordi della composizione e danno un effetto di stabilità. Le composizioni cromatiche così costruite sono come piccoli mondi autonomi. Quando però si vuole che la composizione non si isoli dall’ambiente ma si ricolleghi al mondo che lo circonda e alla sua molteplicità di forme e colori, è necessario usare forme più possibile aperte, evitando nella composizione le direzione obbligate e i blocchi laterali.

Mentre si crea gli spunti di intuizione non devono essere frenati da nessuna regola rigida. I principi teorici supportano la creatività senza ingessarla.

Battaglia di Alessandro e Dari. Albrecht Altdorfer 1529

Battaglia di Alessandro e Dari. Albrecht Altdorfer 1529

Il linguaggio dei colori

Ho pensato di affrontare questo argomento per condividere la conoscenza della teoria del colore. Ogni artista, grafico o pittore, deve assolutamente conoscere ogni segreto di ogni colore e ogni relazione che c'è tra di loro. Come esaltarne la forza o esprimere dolcezza. Armonia o disarmonia. Con capacità e consapevolezza. L'approssimazione, tanto di moda in questo periodo, non deve appartenere ad un professionista serio. In un progetto di comunicazione visiva il linguaggio dei colori è una competenza fondamentale!

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L'edizione originale dell'"Arte del colore", pubblicata per la prima volta nel 1961, era il frutto dell'attività di una vita intera dedicata al colore. Una summa delle intuizioni, delle scoperte e delle esperienze di un pittore e di un formidabile didatta. Già mentre sceglieva le tavole da inserire nell'opera maggiore, Johannes Itten lavorava al progetto di una "piccola teoria del colore". Intendeva condensare le leggi e le possibilità espressive del colore in un libro ridotto, indirizzato prevalentemente agli studenti e a tutti i lettori appassionati di questa affascinante tematica. Alla morte dell'autore, Annaliese Itten fu incaricata di selezionare dodici tavole dell'edizione originale per una mostra itinerante sul Bauhaus. A partire da questa selezione, ha preso forma definitiva questa edizione ridotta, che raccoglie e distilla le lezioni sul colore, sul suo uso e le sue infinite combinazioni, portando a compimento la "piccola teoria" voluta e progettata da uno dei più influenti maestri del Bauhaus.

L'Autore

Antonella Colombo

Creativa, visionaria e incosciente! Mi occupo di comunicazione soprattutto visiva ma anche di strategia e project management. La mia formazione in pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera mi ha lasciato competenze artistiche, l'amore per l'arte e le prime nozioni digitali. Mi ispiro da sempre a Sofonisba Anguissola, pittrice del Cinquecento.

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