Come funzionano i motori di ricerca?

da | 24 Ott, 2017 | Comunico ergo sum

Come funzionano i motori di ricerca. Come funziona il motore di ricerca Google?

Oggi voglio affrontare un argomento importantissimo, a cui non pensiamo troppo in modo razionale.

Riflettiamo su come usiamo i motori di ricerca. Ovvero,  su come usiamo Google.

Ormai chiunque ha uno smartphone, e questo sta provocando una rivoluzione nel nostro modo di pensare. Il nostro modo di conoscere le cose è cambiato. Se fino a qualche anno fa ricordare era fondamentale (chiunque conosceva almeno una decina di numeri di telefono a memoria), ora non lo è più. Perché lo smartphone è diventato un’estensione della nostra mente. Da tempo si dice MOBILE FIRST anche se ormai il mantra è diventato MOBILE ONLY.

“Non ricordo qualcosa? Aspetta un attimo, che lo cerco subito nel mio cellulare”. 

Se si tratta di numeri di telefono dei tuoi amici o parenti, ovviamente vai a cercare nella rubrica. Ma già se hai bisogno di ordinare una pizza, basta che guardi su Google. Non hai più bisogno di salvarti il numero della pizzeria d’asporto sotto casa: dalla scheda della sua attività su Google e Google Maps puoi telefonare semplicemente cliccando sul numero di telefono.

Oppure, se hai bisogno di un supporto per gestire i tuoi progetti di comunicazione, cerchi Sofonisba :-).. Giusto?!

Scheda di Google My Business di Sofonisba

Scheda di Google My Business di Sofonisba

 

Ma da computer o da cellualre il nostro approccio sta cambiando le nostre abitudini, e nemmeno tanto lentamente. Sta cambiando il nostro modo di pensare e ragionare.

L’esempio della rubrica è un caso preciso. Ora pensa a quando vuoi cercare in che anno c’è stata la prima radiocronaca di una partita di calcio. Oppure come si fanno le melanzane alla sassarese. O gli orari dell’ufficio anagrafe del comune di Busto Arsizio.

Non prendi certo l’elenco del telefono e cominci a fare delle telefonate! (Ti ricordi? Solo 10 anni fa, e forse anche meno, si faceva così).

Oggi vai su Google e… digiti.

Cosa digiti?
Ecco, qui volevo arrivare.

A te sembra forse di fare la cosa più semplice del mondo, “digitare quello di cui hai bisogno”. Ma non è per niente semplice né l’operazione che fai tu, né il lavoro che c’è dietro per permetterti di trovare quello che stai cercando nel più breve tempo possibile.

Quello che fai tu: la domanda al motore di ricerca

Posto che vuoi cercare quando c’è stata la prima radiocronaca di una partita di calcio, devi decidere se fare la domanda per esteso, oppure se usare solo alcune parole. Non c’è una regola: puoi fare quello che vuoi e Google ne prende atto e “registra” la tua domanda.

Mettiamo caso: puoi digitare “anno prima radiocronaca calcio”, oppure “quando prima radiocronaca calcio”, o anche solo “prima radiocronaca calcio”.

Termine di ricerca: "Prima radiocronaca calcio"

Come funzionano i motori di ricerca. Termine di ricerca: “Prima radiocronaca calcio”

Termine di ricerca: "Quando prima radiocronaca calcio"

Come funzionano i motori di ricerca. Termine di ricerca: “Quando prima radiocronaca calcio”

il motore di ricerca. come facciamo le nostre scelte_search google_anno

Come funzionano i motori di ricerca. Termine di ricerca: “Anno prima radiocronaca”

 

Come puoi vedere da questi screenshot, i risultati sono simili ma leggermente diversi, comunque coerenti.

Come funziona Google?

Incrocia tutti i dati che ha indicizzato e ti propone la sua risposta migliore. Detta così, suona anche semplice ma dietro c’è un lavoro quotidiano e internazionale di studio e implementazione continuo di sofisticati algoritmi. Il lavoro di Google consiste nel mappare tutti i siti esistenti e tutte le loro pagine, per poter andare a selezionare esattamente il contenuto più rilevante per la tua ricerca e metterlo al primo posto tra i risultati che ti propone e che vengono classificati per pertinenza e rilevanza in una classifica che Google costruisce per te, in una frazione di secondo. Normalmente è una classifica di decine e decine di pagine, con milioni di risultati. Ma tu quante volte sei andato a vedere cosa c’era nella seconda pagina? 

Ora pensa alla mole di siti internet che esistono e vengono creati ogni minuto. Google ha sviluppato degli algoritmi sofisticatissimi per determinare quali sono i siti più affidabili, i contenuti più interessanti e che danno le migliori risposte alla tua domanda. Questi algoritmi cambiano molto spesso e sono, ovviamente, segreti. Vengono rilasciati dei documenti che spiegano (parzialmente) alcune delle modifiche più significative degli algoritmi.

Per questo, riuscire a far scegliere a Google il contenuto del proprio sito, così che sia nella prima pagina, è molto importante. Anzi: è vitale, direi, per chi vuole far conoscere la propria attività e il proprio prodotto su internet.

Ma non è un lavoro che si improvvisa: ci sono professionisti che si occupano solo ed esclusivamente di questo. Sono gli esperti di SEO. È un lavoro che consiste nell’identificare come gli utenti cercano il prodotto o il servizio che proponi e, avendo un’idea di come funzionano gli algoritmi di Google, creano i contenuti adeguati in modo che Google li possa gradire e inserire nei primi posti della sua classifica.

SEO Cosa significa?

Abbiamo parlato della professione di SEO, che è l’acronimo di Search Engine Optimization. In sostanza è una professione che si occupa di molte discipline strategiche e pratiche e che, se ben implementate, portano le pagine tuo sito ad essere ben posizionate per le richerche in target con il tuo potenziale pubblico. Per ottenere dei buoni risultati di visibilità organica l’ottimizzazione deve riguardare la struttura del sito, il codice HTML, deve avere dei buoni contenuti e una strutturata gestione di link interni ed esterni. 

Come già detto in più di un occasione bisogna sfatare il mito che internet è una sciocchezza alla portata di ogni tastiera…. Comunicare online richiede perizia e competenza.

Dopo questo articolo, ti sono rimasti dei dubbi o delle domande?

Fammele qui nei commenti!

L'Autore

Antonella Colombo

Creativa, visionaria e incosciente! Mi occupo di comunicazione soprattutto visiva ma anche di strategia e project management. La mia formazione in pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera mi ha lasciato competenze artistiche, l'amore per l'arte e le prime nozioni digitali. Mi ispiro da sempre a Sofonisba Anguissola, pittrice del Cinquecento.

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