Marketing e risultati: quando il web fa bene anche offline

da | 31 Ott, 2017 | Comunico ergo sum

Marketing e analisi dei risultati: quando il web fa bene anche offline

“Se non puoi misurarlo, non puoi migliorarlo”, ha detto oltre un secolo fa il fisico Lord William T. Kelvin. Frase attuale più che mai, soprattutto quando si parla di marketing.

L’invenzione del web, per il marketing, è stata una rivoluzione. Non solo perché ha moltiplicato i canali e creato modi di fare pubblicità totalmente nuovi e inimmaginabili, ma anche perché ha totalmente cambiato il grado di misurabilità dei risultati.

Fino a vent’anni fa, si faceva marketing esclusivamente offline, per ovvie ragioni. Tutte le campagne erano gestite esclusivamente su supporti stampati, con eventi e iniziative analogiche. Certo, sistemi di misurazione dei risultati di sono sempre stati: non sto dicendo che fino a vent’anni fa le campagne si facevano “a occhio”. Ma sicuramente le misurazioni erano molto meno accurate di quello che si può ottenere oggi con la pubblicità su internet.

E questa sensibilità alla misurazione dei risultati e delle performance, acuita dall’esperienza sul web, ha portato i clienti ad essere molto più attenti anche al di fuori del web. Per fortuna, aggiungo! Perché questo ha contribuito:

  • a innalzare la qualità generale del marketing,
  • a innalzare la qualità percepita delle attività di marketing,
  • a rendere più riconoscibili i professionisti dai ciarlatani.

Più analisi, migliori performance

Le piattaforme digitali che usiamo quotidianamente sono per loro stessa natura tracciabili e misurabili. Tanto più quando sono online.

Nessuna delle azioni che compiamo sul web scompare senza lasciare traccia: è finita l’era dell’anonimato, addio privacy. E tutti dovremmo esserne consapevoli nel momento in cui, per esempio, accettiamo di aprire un profilo Facebook. Questa continua e pressoché perfetta tracciabilità è però una caratteristica estremamente positiva per chi si occupa di marketing. Perché se ogni azione dei possibili clienti viene registrata (da Google, da Facebook, da qualsiasi servizio apparentemente gratuito che ci viene offerto quando lo usiamo come utenti), allora è possibile una profilazione dei clienti inimmaginabile al di fuori del web.

Allo stesso modo, ogni investimento su internet può essere monitorato con una precisione totale: quando faccio un’inserzione a pagamento, so perfettamente e in tempo reale chi riesco a raggiungere, quando e molto spesso come (se la piattaforma me lo permette). E quindi, di conseguenza, posso agire con tempestività per modificare la mia inserzione o l’intera campagna, migliorandola.

Misurare i risultati anche nel mondo reale? Basta imparare dal web

Tra i miei clienti, sono molti a voler comunicare solamente sul web. È una scelta che in linea generale condivido (con le dovute eccezioni). Ma purtroppo le motivazioni che spingono un’azienda, un ente no profit o un libero professionista a farla sono spesso sbagliate.

Perché anche il web sta cambiando. Fino a qualche anno fa, chi aveva estro e inventiva (e magari un bel po’ di tempo) poteva emergere senza investire un solo centesimo. Pensa alla prima generazione di blogger, che fossero food o fashion. O ai primi youtuber. Come loro, anche le aziende, con una buona strategia social e web, riuscivano ad aumentare considerevolmente la propria visibilità e a posizionare il proprio brand, se non addirittura a vendere. Ma ora non è più così. Ora, sul web, per avere risultati ci vogliono non solo competenze, ma anche investimenti. Che sono comunque, sicuramente, infinitamente inferiori a quelli che si dovrebbero fare sui media tradizionali per avere gli stessi risultati.

Il web è un canale dalle possibilità uniche anche per realtà medie e piccole perché, proprio grazie al perfetto controllo sul proprio investimento, chiunque può ottenere dei risultati concreti e visibili.

E questa tracciabilità delle performance e dei risultati si può trasferire con successo anche ad attività offline, in combinazione con il web. Ti faccio un esempio. Pensa ai cartelloni di grande formato che contengono dei codici promozionali speciali da usare sul sito del brand, per esempio (in metro ne puoi vedere ogni settimana). I brand possono misurare la performance della campagna controllando quanti clienti usano il codice promozionale.

Quali strumenti usi per misurare le performance delle tue campagne?

Hai mai combinato online e offline per potenziare la misurabilità delle tue campagne?

Raccontamelo nei commenti.

L'Autore

Antonella Colombo

Creativa, visionaria e incosciente! Mi occupo di comunicazione soprattutto visiva ma anche di strategia e project management. La mia formazione in pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera mi ha lasciato competenze artistiche, l'amore per l'arte e le prime nozioni digitali. Mi ispiro da sempre a Sofonisba Anguissola, pittrice del Cinquecento.

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