Fertility Day. Sprecare un’opportunità

da | 8 Set, 2016 | Comunico ergo sum

Dopo il tanto clamore suscitato da una campagna sbagliata dove sono finiti tutti?

Certo che avere clamore per un errore non è fantastico. Ma, come tutti i maggiori Guru della comunicazione insegnano, da una crisi nascono spesso grosse opportunità. Il clamore della campagna del Piano Nazionale di Fertilità avrebbe potuto, anzi avrebbe dovuto, essere cavalcato a favore di  quella che, in molti hanno anche riconosciuto, essere una buona idea.

Quindi? La gestione della crisi?

Niente. Tutto messo off line. Un pentimento totale. A questo punto si può anche pensare che un test non sia stato fatto e non si è nemmeno pensato ad ipotetiche critiche o prese di posizione diversa anche pensando alla delicatezza del tema. Nessun piano per gestire opposizioni. Hanno forse pensato che questa campagna era perfetta! Nemmeno la migliore lo è di solito…

Ma cosa significa in pratica gestire una crisi?

La crisi è un evento inaspettato e virulento che pregiudica l’evoluzione positiva e può arrivare a compromettere la buona reputazione.

Saper gestire una crisi innanzitutto significa saperla prevedere. Bisogna immaginare che qualcosa può andare storto e sapere attuare una serie di strategie e tattiche, a breve e a lungo termine, che sia efficaci a gestire una crisi aziendale o di comunicazione. Pensare a delle strategie che siano finalizzate ad una risoluzione di un problema e che ribalti possibilmente in positivo ciò che sta prendendo una strada negativa. Ogni piano di comunicazione deve prevedere una parte dedicata allo studio dei punti di forza e di debolezza (anali SWOT) e deve essere strutturato in condivisione con il cliente.

L’esistenza dei social network esige che le strategie a breve termine siano pensate e strutturate. Bisogna prevedere modelli di risposta in grado di contenere i toni della conversazione e impedire agli utenti/boicottatori di fare gruppo fra loro è alla base di una buona gestione di una crisi.

Insomma sarebbe stato utile prevedere qualche reazione negativa, come spesso questo tipo di azione politica spesso suscitano. Immaginare come arginarle rispondendo con il giusto tono di voce e una rete di digital public relation sarebbe stato utilissimo.

Possedere un device tecnologico o una pagina Facebook non fa un piano di comunicazione e, meglio, non cambia un’impronta culturale. C’è una differenza tra avere uno sguardo sul mondo digitale e soddisfare il proprio ego con pratiche di autoerotismo digitali.

Non si è nemmeno cavalcata l’onda di una visibilità che difficilmente si ottiene in 24/48 ore.

Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui.

La politica, almeno una grossa parte, sottovaluta il ruolo della comunicazione. Almeno in questo caso.

Davvero la bella notizia è che sia stata rimossa la persona che al Ministero di occupava di comunicazione. Ma è tardi. Quando si sottovaluta il fatto che comunicare, soprattutto online, è VITALE tanto quanto, se non di più, che fare i fatti (e fatti bene), questo è il prezzo che si paga. Errori già visti anche altre volte, ma forse questi sono più significativi perché hanno lasciato il segno. E ce ne ricorderemo.

Non serve sminuire o dire che è un attacco politico. Molto probabilmente è vero. Ed è per questo che sapere PRESIDIARE LA COMUNICAZIONE ONLINE è fondamentale per la sopravvivenza politica e ancora di più per difendere la reputazione i buoni risultati delle politiche attuate.

Capito questo, capito tutto.

Il Ministro Beatrice Lorenzin si è resa vulnerabile agli attacchi mediatici e li ha subiti perché non ha saputo dare il giusto peso nella scelta dei collaboratori che la seguono nella comunicazione.

La storia della comunicazione del Fertility Day

Dopo la prima ondata Francamente non ci eravamo sentiti troppo tranquillizzati dalla risposta del Ministro Lorenzin quando aveva affermato che, “se il problema erano due cartoline le avrebbero cambiate. OTTIMO LAVORO.

Tutte le "cartoline" del fertility day

Tutte le “cartoline” del fertility day

Queste sono le immagini della prima campagna di inizio settembre che avevano messo in evidenza un messaggio un po’ diverso rispetto alle intenzioni e poi i detrattori hanno anche infierito.

Ma questa è proprio nel senso opposto

Come si può non vedere che il risultato delle due immagini messe insieme non creano una lettura diversa dalle tue intenzioni? Una immagine è standard ed è infatti perfetta per il messaggio che doveva comunicare: un dentista!

L'immagine usata per la pubblicità della Penn Hill Dental

L’immagine usata per la pubblicità della Penn Hill Dental

L’altra immagine (forse costruita ad hoc) è altrettanto perfetta per il messaggio che comunica: perché le persone, giovani, cominciano a drogarsi?

Campagna contro l'uso della droga

Campagna contro l’uso della droga

Come è uscita questa, invece?

Manifesto della campagna del fertility day

Manifesto della campagna del fertility day

Dico io malignamente che si è visto fin troppe volte che per gli uffici di comunicazione la politica sceglie di mettere “amici, complici e manti”  (titolo di un film bellissimo) ma rende l’idea. Qui riescono anche a far passare idee estranee e divergenti dal pensiero politico di fondo del Ministro e di tutto il partito di cui lei fa parte.

Ovviamente l’agenzia di comunicazione sarà la stessa.

 

L'Autore

Antonella Colombo

Creativa, visionaria e incosciente! Mi occupo di comunicazione soprattutto visiva ma anche di strategia e project management. La mia formazione in pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera mi ha lasciato competenze artistiche, l'amore per l'arte e le prime nozioni digitali. Mi ispiro da sempre a Sofonisba Anguissola, pittrice del Cinquecento.

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