In_oltrar_si – la mia ultima mostra di pittura a Brera

In_oltrar_si
La mia ultima mostra in qualità di pittrice in Brera
2005

In_oltrar_si
La mia ultima mostra in qualità di pittrice in Brera
2005

Informazioni
Realizzazione del sito internet, della pagina Facebook e delle campagne pubblicitarie. Organizzazione e direzione artistica dei servizi fotografici.

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La mia ultima mostra di pittura
Galleria Cappelletti – Brera

Il centralissimo quartiere milanese di Brera ha sempre rappresentato il cuore della vita artistica e creativa della città, proprio e all’interno di questi vicoli, nella raccolta Galleria Cappelletti, mi si è presentata l’occasione per allestire la mostra di pittura In_oltrar_si: davvero la location ideale.

I dipinti accompagnano il visitatore in un viaggio all’interno del pensiero e del sentimento umano spaziando dal mondo reale a quello della mente, dal visibile, all’invisibile per trovare un punto emerso nel mistero della quotidianità. Un viaggio di immaginazione in cui sono visibili elementi nuovi e anche altri che ricorrenti da tempo.

Ad ogni dipinto è stato dedicato un Haiku, un componimento poetico di giapponese, scritto dal mio amico Rodolfo Carelli, poeta e politico e “compagno di avventure” al Consiglio Nazionale Alta Formazione Artistica e Musicale CNAM. Per me un onore inaspettato.

All’inaugurazione hanno partecipato con affetto molti amici che hanno dato un calore eccezionale all’evento e anche alcuni personaggi famosi tra cui il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Rocco Buttiglione, l’Assessore al Decentramento, Giulio Gallera, il Direttore Artistico del Museo della Permanente Alberto Ghinzani, il vice direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Gastone Mariani ed esponenti del mondo culturale milanese, il prof. Giacomo Elias, Dora Liquori.

Il catalogo della mostra ha due importanti introduzioni: una di Stefano Zecchi tratta dal suo libro sull’arte e un’altra della critica d’arte Maria Mancini che mi ha letteralmente letto l’anima commuovendomi.

“In_oltrar_si è un viaggio emozionale tra un mondo reale e irreale, tra il visibile e l’invisibile, tra il finito e l’infinito è quanto ci propone Antonella Colombo nelle sue opere di straordinaria comunicabilità. Questa singolare pittrice, la cui ricerca espressiva si origina da un’intensa esplorazione dell’animo umano, affida al colore quella funzione di suggestione che è propria delle esperienze contemporanee; lasciando, talvolta, che sia proprio questo stesso colore ad assorbire in sé l’intera composizione con una intonazione di sapore quasi espressionista. Ma quella che mi sembra la qualità fondamentale del linguaggio di Antonella Colombo è un’estrema sincerità, si badi, non parlo unicamente di una sincerità umana ma di una sincerità di stile. L’artista infatti non si nasconde dietro un formulario comodo o enigmi sterili ma si esprime nella misura del suo temperamento in coincidenza con il suo mondo interiore, privo di travestimenti, fatto di sentimenti restituiti alla loro libertà in immagini e colori. Sono le onde sonore-visive dell’interiorità che fluttuano sulla superficie dipinta dischiudendo il vasto pentagramma dei dolenti e gioisi contrasti dell’animo umano; ma tutto nel territorio ambiguo della polivalenza della realtà e della dualità dell’uomo. Si tratta di immagini strutturate su forti e salde partiture cromatiche accentuate, a tratti, da sottili effetti luministici che sembrano calarci in universi crepuscolari di apparente quiete ma dove si rimane inevitabilmente avvolti da un senso di mistero, di equilibri precari… di “INFINITO”. Insomma ciò che emerge con insistenza nella pittura di Antonella Colombo è la volontà di guardare oltre, di lasciarsi andare, di oltrepassare quel ponte privo di studio protettivi e aperto alla vita… “passaggio obbligato e necessario”… per interpretare un nuovo viaggio.” 

Antonella Colombo

La mia formazione è principalmente artistica: liceo artistico (5 anni) e due lauree all’Accademia di Belle Arti di Brera, una in pittura e un’altra in decorazione. Il persorso formativo è proseguito anche all’Università Statale La Sapienza di Roma in Beni Artistici e Culturali nel periodo in cui frequentavo Roma da Consigliere eletto al Consiglio Nazionale Alta Formazione Artistica e Musicale per tentare di dare una forma univeristaria al nostro settore. Ma il mondo del digitale era già entrato nelle nostre vite e dalla tela a Photoshop il passo è dovuto soprattutto per chi, come me, non si poteva permettere una lunga gavetta per tentare la carriera pittorica.

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